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Errori riccoccernti nel web italiano

Quali sono gli errori riccorenti della lingua italiana nel web?

Al fine del SEO, se pur meno infulente di altri fattori, incide anche la presenza nei testi, di termini impropri per la lingua di riferimento. Di conseguenza, qui cercheremo ti raggruppare le casistiche più particolari e maggiormente diffuse nel web in relazione alla lingua italiana.

Unità di misura, termini acquisiti e plurale

Nella lingua italiana è corretto usare il plurale per le utità di misura?

Come si deve gestire in italiano il plurele per i termini stranieri acquisiti?

In generale, nella lingua italiana quando si usa un termine straniero, acquisito o meno che sia, non fa uso della forma plurale italiana tanto quanto quella della rispettiva lingua del termine in questione. Semplicemente resta inviariato sia per la forma singloare che per quella plurale.

Quindi, anche in riferimento alle unità di misura stranere, come per qualsia altro termine non italiano, vale la stessa regola. Allora come mai si è diffusa nel web e non solo, questa abitutdine errata?

Proviamo dunque a chiarire un po' come stanno le cose effettivamente. Ciò potrebbe spiegare come nel tempo, si sia generata confusione che ha portato alla diffusione di questo errore in internet. Il sistema SI (Sistema Iternazionale) consente l'utilizzo del plurale nei nomi delle unità di misura, come ad esempio joules e watts. A sua volta, l'italiano consente l'utilizzo del plurale per le unità di misura italiane, come ad esempio litri e metri. Da qui ci si può fare una idea di come sia nata la confusione.

Ora, va precisato però che nel nostro caso, le regole della lingua italiana, in riferimento ai termini stranieri acquisiti, ovvero che sono entrati a far parte del vocabolario italiano, stabiliscono che una volta che ne fanno parte, vanno accettati come elementi inalterati. Significa dunque che dovranno mantenere le rispettive strutture inviairate secondo il sistema di flessione nominale dell'italiano. Ne consegue in conclusione, che non è ammessa la scrittura ad esempio di jouli e watti, come avvine invece ad esempio per litri e metri, ma neanche l'uso di joules e watts, poichè l'italiano non prevede che i sostantivi abbiano la formazione del plurale con l'aggiunta della desinenza -s o -es. Quanto mezionato, è consultabile su Wikipedia.

Forme errate dell'espressione "da capo"

Nel web oggi giorno, diventa sempre più frequente trovare varie forme di tale espressione, usata per esprimere l'azione di fare nuovamente qualcosa dall'inizio. Le forme alternative più diffuse sono: da accapo, d'accapo e daccapo, ma quali tra queste sono corrette?

Premesso che la forma "da capo" è corretta e sia quella preferibile da usare, secondo il parere dell'Accademia della Crusca, è corretta anche la forma daccapo. Mentre le forme da accapo e d'accapo, sono errate e non vanno usate, malgrado la loro diffusione nel web.

Ecco alcuni esempi:
Ora mi tocca ricominciare tutto da capo.
Ora mi tocca ricominciare tutto daccapo.

Etrambe le forme sono quindi accettate e non saranno considerate errore di ortografia. Ma se si vuole essere precisi, la forma più corretta, sempre secondo l'Accademia della Crusca, è "da capo" (ovvero quella più antica). Per quanto rigurda invece "daccapo" si tratta di una crasi o sincrasi (è un adattamenoto fonetico che comporta la fusione di due o più suoni di vocali), ovvero, una forma di contrazione.

Perchè si fa spesso confusione? I'equivoco probabilmente deriva dal fatto che esiste anche la forma "accapo", derivata dalla forma "a capo". Nella confusione però, spesso non si tiene conto del fatto che, sia che si usi a capo o accapo, tali forme sinonime, hanno un significato differente dalla forma "da capo", infatti, quest'ultima, specie nella scrittura, indica una ripresa del discorso dall'inizio del medesimo, ovvero dal principio, mentre le prime due, indicano un'interruzione del discorso il quale poi sarà ripreso all'inizio della riga seguente.