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Google decide di bloccare i cookie in Chrome

La situazione secondo il GDPR

Prima di entrare nel vivo dell'agomento trattato, vediamo un pò di fornire un quadro gnerale dell'attuale aspetto legale che esiste in relazione all'uso di cookie di terze parti nei siti web.

Apparentemente l’unica soluzione sembra essere sempre quella tradizionale del consenso dell’utente. Infatti la normativa, prevede che l’utente sia adegutamente informato sull’uso dei cookie al fine di poter fornire in modo libero il proprio consenso alla loro installazione.

Per quanto rigurada l'Italia, l’Autorità Garante italiana per la protezione dei dati personali, ha già definoto da tempo che per ottenere un consenso che sia espresso e consapevole in tali casi, è necessario indipendentemente dalla provenienza dei cookie, nel caso si faccia profilazione, che essi debbano venire indicati per mezzo di un banner ben visibile al momento del primo accesso della pagina web.

Recentemente è stata evidenziata anche la necessità che l’utente possa prendere visione dell’intero elenco dei cookie previsti sul sito visitato in cui sia possibile ottenere delle informazioni chiare e complete sul loro funzionamento, il loro scopo e i loro fornitori. Quindi per garantire la completa tutela nel trattamento dei dati personali sarà sempre necessario richiedere il preventivo consenso esplicito degli utenti per l’utilizzo di cookie di profilazione , fornendo loro tutte le rispettive informazioni.

Come verrà gestita la pubblicità online?

La decisione che Google ha preso di bloccare in modo permanente i cookie di terze parti su Google Chrome dal 2022, è una circostanza inaspettata che ha sorpreso molti nell'ambito della pubblicità online. Visto che, il sistema di business adottato da Google si basa principalmente sugli spazi pubblicitari (advertising) online, dal cui provengono la maggioranza dei guadagni della medesima azienda.

Ci sono già da tempo anche altri browser che permettono di bloccare l’uso dei cookie, anche se in modo facoltativo. Da ciò, il dibattito che emerge riguardo la privacy, si è ravvivato negli ultimi mesi, in conseguenza alle novità sulle modifiche fatte da Apple per i nuovi sistemi operativi iOS14 e il cotrasto avvenuto con Facebook. Di consegunza, la notizia il fatto che Google Chrome si adegui alla scelta presa da altri browser non è poi così innovativa come potrebbe sembrare. Tale reazione di scalpore, probabilmente deriva dal fatto che Google Chrome, stando alle statistiche, è il browser più usato e quindi, cio può incidre notevolmente rispetto in aggiunta al complessivo degi altri browser che fanno ciò.

Come mai Google ha deciso di eliminare i cookie di terze parti?

Apriamo una parentesi per capire meglio a che cosa servano realmente i cookie. I cookie sono file contenenti delle informazioni che vengono memorizzati sul dispositivo dell’utente durante la navigazione nei siti web per mezzo di un browser.

Questi file di dimensioni ridotte, sono divisi tra varie categorie sulla base del loro scopo e di chi è che li gestisce. Entrando più nello specifico, i cookie detti di terze parti (contrariamente a quelli di prima parte) non sono di chi gestisce il sito web dove si sta navigando, ma di un altro soggetto e tal volta, sono presenti in su pi elementi della pagina che vine visitata. Ne fanno parte ad esempio, i banner pubblicitari, video, ecc.

Una tra le svariate funzioni ad esempio, può essere quella di far profilare l’utente, ovvero, di analizzare, memorizzare e infine ricostruire le sue abitudini per la navigazione, incluso ciò in cui esso presenta il suo interesse, tutto ciò, con lo scopo di potergli successivamente proporre delle pubblicità mirate.

Quindi per quale motivo Google dovrebbe bloccare uno dei mezzi che nel tempo l’ha fatto diventare una delle aziende più grandi a livello mondiale del settore tecnologico?

Ancora un po' di pazienza e arriveremo alla risosta. L'uso tal volta eccessivo dei cookie, che causa sovrabbondanza e invasività dei file generati nei browser, hanno spesso attirato l’attenzione delle autorità competenti in riferimenti al fatto di preservare la privacy dell’utente.

Nonostante ciò, le normative e le sanzioni applicate dei Garanti non si sono rivelate sempre del tutto efficaci al fine di tutelare in modo preventivo chi naviga online. Per questo motivo, molte delle aziende del settore tecnologico hanno iniziato a studiare nuovi metodi per risolvere tale problema.

Rispondenso quindi alla domanda, la scelta di eliminare tali cookie di terze parti, secondo quanto dichiarato da Justin Schuh (direttore di Google Engineering per Chrome), nasce dalla volontà di rendere il web maggiormente privato e sicuro per gli utenti.

Dunque sembra arrivata la fine del tracciamento dell’utente, ma sarà così?

È bene precisare che i cookie, al contrarior di quanto si pensa, non sono l’unico strumento tecnologico moderno per il tracciamento, infatti ne esistono yanti altri, tra i quali ci sono ad esempio i local storage, l’indexedDB e il web SQL.

Prendendo ad esempio Facebook, in alcuni casi ha infatti sostituito i cookie di terze parti con cookie di prima parte, ovvero proprietari, combinati poi con un tracciatore di pixel. Il tracciatore di pixel è un particolare codice per il tracciamento che viene rilasciato da alcuni sistemi per poi venire implementato in altri e quindi profilare alcuni dati dell’utente compresa la sua sessione di navigazione.

Le conseguenze per la pubblicità online

Quali saranno i cambiamenti per la pubblicità online?

Il blocco dei cookie su Google Chrome comporterà probabilmente porterà ad una rivoluzione nel mondo della pubblicità online, ma non per coloro che continueranno ad utilizzare e investire sugli strumenti forniti da Google.

Il blocco dei cookie potrebbe quindi determinare delle conseguenze sulle imprese concorrenti. Il rimpiazzo di cookie con iniziative come il Google Consent Mode e la Privacy Sandbox, potrebbe ridurre l’impatto pubblicitario delle aziende concorrenti, portando Google ad un maggiorre controllo dei dati degli utenti rispetto alla concorrenza.

Rimandato il blocco per i cookie di terze parti su Chrome al 2023

Google ha annunciato che il blocco dei cookie di terze parti per il browser Chrome sarà rimandato al 2023, inizialmente era stato pianificato dall'inizio del 2022.

Il ritardo è stato motivato dalla necessità di lavorare con un approccio più diretto con le autorità sulla regolamentazione per poter trovare tecnologie nuove che possano rimpiazzare i cookie di terze utilizzati nelle attuali pubblicità del web.